lunedì 11 agosto 2014






I MARBA VANNO A CACCIA COME 1000 ANNI FA






Incredibile, eppure è vero; i metodi della caccia della tribù marba non hanno cambiato affatto da millenni Del resto si potrebbe affermare la stessa cosa per la pesca.   Diciamo subito che la caccia non é  un'occupazione quotidiana, ma piuttosto occasionale durante la stagione estiva che va da dicembre a luglio. Naturalmente durante la stagione delle piogge la caccia è impossibile sia per la presenza abbondante d'acqua sul territorio e sia perché  i marba durante questo periodo lavorano nei campi.

Il territorio dei marba non è vasto. L'ottanta o novanta per cento è abitato e coltivato, mentre il resto, non distante del fiume Logone, è una zona deserta coperta da una immensa vegetazione di erbe altissime, propizia alla presenza  di animali proprio alla regione del sahel.  Tra i più comuni vi sono le gazzelle, le antilope, lo struzzo, i rinoceronti, i bufali, gl'ippopotami e gli elefanti.




La caccia, come per la pesca, si fa in gruppo.  Del resto per affrontare alcuni di questi animali della savana non si puo' farlo da soli; sarebbe troppo pericoloso.  Allora pochi giorni prima di
dirigersi verso il luogo della caccia, i cacciatori preparano i tradizionali strumenti che permetteranno il successo.  Si tratta di reti, di lance e di un coltello come potete osservare nelle fotografie di questa pagina.


Come riescono i marba a catturare le prede?  Vi descrivo in breve la loro tecnica : dopo aver determinato l'area esatta della caccia, fanno quattro aperture ai quattro punti cardinali dell'area prefissa e ad ognuna delle quattro aperture piantano solidamente le reti di cattura.  Una volta terminati questi preparativi danno fuoco alle erbe secche all'interno dell'area delimitata.   Gli animali, sentendosi minacciati dal fuoco, cercano una via d'uscita e si dirigono quindi verso le aperture create precedentemente.  A l'uscita dunque gli animali  rimangono prigionieri delle reti e i cacciatori non hanno altro da fare che ucciderli con le lance.




Quando i cacciatori ritornano nei paesetti sono accolti come eroi da tutti gli abitanti. E naturalmente questo successo é sottolineato con grida, tamburri,danze e sopratutto partecipando ad una pranzo comunitario di cui tutti parleranno a lungo nel paese e nei dintorni.

lunedì 28 luglio 2014







VENITE CON NOI ALLA PESCA  ?




Come sapete già i marba vivono in un settore isolato e hanno poco accesso ai fiumi.  Sono pochi i marba fortunati  che vivono, al nord, a poca distanza dal fiume Logone. Mentre sono più nmerosi coloro che vivono, nel sud est, a prossimità della Tanjilé, un fiumiciattolo piuttosto che un fiume.

Da cio' è facile dedurre che i marba non sono un popolo di pescatori, ma piuttosto d'agricoltori,  Ve ne sono, a prossimità del Logone, che fanno la pesca e ne fanno pure un po' il commercio, dopo aver fatto seccare il pesce al sole per assicurarne la conservazione.  Gli altri marba che vanno a pescare sono quelli che rimangono lungo il fiume della Tandjilé.




Naturalmente per  andare a pesca bisogna aspettare soprattutto il periodo che segue i lavori dei campi e che segue la stagione delle piogge.  Andare a pescare è quasi un avvenimento per queste comunità tribali, datosi che la pesca non è un'attività individuale, ma piuttosto un'attività collettiva.

Appena la piccola comunità sceglie il giorno in cui si andrà a pescare, cominciano i preparativi per la la pesca.  Gli uomini riparano le reti fabbricati in modo artigianale e gli altri, -donne, giovanette e giovanotti-, preparono  i cesti, cestini e canestri, in generale trecciati con paglia, e che serviranno a intrappolare il pesce.




Arrivati sul luogo scelto antecipatamente, dopo un buon tratto di cammino, cominciano a pescare  utilizzando vecchie tecniche proprie alla tribù.

Il gruppo si divide in due e penetrano nell'acqua del fiume ad una certa distanza  gli uni dagli altri.  Ogni gruppo fa faccia a l'altro.  A questro punto i due gruppi cominciano ad avanzare  l'uno verso l'altro tenendo in mano le reti o le cesti.  I pesci con questo procedimento sono costretti a muoversi e dirigersi gli uni verso gli altri.  Allora appena i due gruppi di pescatori si raggiungono,  affondano le reti, le cesti o cestini nel fondo dell'acqua per intrappolare i pesci.  Il metodo è efficace e eccita i pescatori che lanciano gridi di gioia.

Alla fine della giornata i pescatori ritonano nel loro paesetto
dove si dividono la pesca per farne approfittare a tutte le famiglie.




sabato 26 luglio 2014




LA DISTRAZIONE SETTIMANALE DEI MARBA : IL MERCATO.

Sul territorio marba, tra lato sud e il Logone, al nord, ci sono una decina di mercati  a l'aria aperta, situati in luoghi strategici per facilitare la presenza della gente dei paesetti e casolari vicini.
Questi mercati sono anzitutto uno stimolo all'economia tribale.
Le donne da un lato si dirigono al mercato per vendere qualche prodotto di  giardinaggio, una gallina, un capretto o semplicemente per scambiare (troc) un prodotto con quello di un'altra persona, per soddisfare un bisogno particolare della famiglia.  




Gli uomini, da parte loro, s'occupano di vendere o comprare cose più importanti, ad esempio un cavallo, oggetti per i lavori dei campi, oggetti per la pesca e la caccia.  Gli uomini vanno pure al mercato per risolvere coi capi dei paesetti problemi di proprietà, oppure per trovare un buon marito alle loro figlie e una buona ragazza ai loro figli.






Tra i prodotti più venduti sono i prodotti alimentari, quelli di base e gli altri, come il pesce seccato al sole, il sale, le arachide, le erbe aromatiche per la cucina .  Ed ora che la gente si veste, e che comincia ad indossare pantaloni, camice, oppure per le donne,  ampi perizona e fazzoletti da capo, ebbene la gente torna a casa con qualche indumento da potere indossare ormai.





Il mercato settimanale dunque favorisce la cicolazione dei prodotti locali  e l'economia tribaleMa gl'incontri nei mercati favoriscono pure i contatti sociali , scambi di novità oppure il ritrovo della parentela e degli amici, gl'incontri tra i giovani che vanno in cerca delle mogli e dei mariti ideali.




Il giorno del mercato, i marba rientrano più tardi a casa. in particolare gli uomini che non hanno da preparare la cena e che a volte si fermano dagli amici per bere la birra fatta in casa.  Mentre le donne rientrano a casa più presto per preparare la cena che sarà consumata pîù tardi del solito.

giovedì 24 luglio 2014




LA CENA È PRONTA,  MA TANTO LAVORO !






I marba mangiano una volta al giorno e abitualmente la seraI bambini non chiederanno mai alle mamme : ''Mamma,cosa mangio per colazione ''?, ''Cosa mangio a mezzogiorno ? ''O ancora :  ''A che ora mangiamo questa sera '' ?  
E si, per mangiare bisogna aspettare la sera, dopo il tramonto. Per vincere la fame si mastica qualche frutta selvatica e a volte un pugno d'arachide. 
E nessuno neppure, ne uomini, né bambini. chiedono : '' Mamma cosa mangiamo stasera '' ?  La varietà dei cibi non esiste dai marba : o si mangia la polenta di riso, o quella di miglio o quella di granturco.  Cio' che puo' variare un po' sono le salse: la salsa di pesce con gombo, la salsa di  arachide, o e salse vegetariane fatte con erbe selvatiche colte nei campi; rarissimamente si mangia una salsa accompagnata di carne, eccetto in tempo di caccia per essempio.



La giornata è molto lunga prima di potersi accoccolare o sedersi a terra per consumare il pasto della sera.  

Ma cercate d'immaginare quanto più lungo è il tempo di preparazione di questo pasto quotidianoLa donna a tante cose da fare per preparare il pasto.  Anzitutto deve assicurarsi che c'è la legna in casa e se non c'è legna per cucinare, deve partire alla ricerca, a volte parecchi chilometri distante da casa.
Per cuocere la polenta ci vuole l'acqua.  Quindi se manca l'acqua in casa, la donna dovra' dirigersi verso un pozzo, un fiumiciattolo, camminando più ore, prima di tornare a casa.




Se la legna e l'acqua sono disponibili, la donna potra' cominciare a preparare la cena. Allora solamente sale sul granaio, entra nell'imboccatura e preleva la quantità di frumento per potere sfamare i suoi.  Dopodiché comincia a macinare, con la forza delle braccia, il frumento nei mortai di legno.  L''ultima tappa è quella di raffinare la farina; cio' fatto la donna puo' passare alla cottura della polenta .





Quando la cena è pronta la mamma serve il pasto prima agli uomini che mangiano da parte, poi ai bambini e finalmente alle donne le quali mangiano insieme accompagnate dai bambini.


martedì 22 luglio 2014






COSA MANGIANO GLI ABITANTI DELLA TRIBÙ MARBA



Il territorio abitato dai marba non è un territorio ricco per la cultura dei prodotti alimentari di base.  Per di più questo territorio situato al sud ovest del fiume Logone produce se riceve la pioggia e le inondazioni del detto fiume.  La situazione è cosi seria che se un anno non piove, o non piove abbastanza allora è la carestia con tutte le sue consequenze.




Tanto più che l'alimento di base più importante per nutrirsi è  il riso.  E coime sappiamo senz'acqua il riso non cresce.  Se almeno  ci fosse nella zona un sistema di irrigazione che portasse l'acqua dal Logone verso l'interno, allora le cose sarebbero facilitate.  
Ho assistito un anno a questa catastrofe locale; la povera gente della tribù ha dovuto rifugiarsi presso le tribù vicine vantaggiate dalla presenza delle acque del fiume.





I marba hanno altri prodotti di base per nutrirsi, come ad esempio il miglio e il granturco, ma la loro produzione è limitata a prossimità dei casolari dove i terreeni sono più alti, ma poco estesi.  La raccolta precede quella del riso ed è un aiuto per il periodo che precede l'arrivo del riso nelle case.




Oltre questi alimenti di base, vi rimangono tubercoli diversi che occasionalmente sono serviti per appagare la fame, ma la quantita di tali produzioni sono limitate, di modoché non bastano a sfamare le famiglie per tutto l'anno.Che vi rimane per dare a mangiare la famiglia?  Quasi niente se non un po' di arachide e la frutta selvatica.






Come l'avrete notato i marba sono quasi vegetariani.  Lo sono infatti e cio' non per scelta, ma per necessità.   Per capire questo, dovete sapere diverse cose. Vi spiego.  I marba non fanno l'allevamento, e cio' per principio, da secoli.  I marba non hanno greggi di pecore o capre, ne  allevano vacche .  L'allevamento lo  lasciano ad altre tribù.  Appena, appena allevano qualche capretto e le galline intorno al casolare per celebrare i matrimoni, i funerali o per fare regali alla famiglia della futura moglie.




Infatti i marba mangiano la carne solo occasionalmente, dopo la caccia, durante l'estate, altrimenti per accompagnare il pasto principale
della sera utilizzano salse vegetariane derivate da piante locali, le arachide e il pesce seccato al sole e che è disponibile l'intero anno.

Forse col tempo i marba si decideranno a fare l'allevamento e ad introdurre sul loro territorio la produzione di altri semi o tubercoli e cosi' potranno assicurarsi una migliore alimentazione ed evitare le carestie e la malnutrizione. 

lunedì 21 luglio 2014








COSTRUZIONE DELL'ABITATO MARBA



Tappe principali della costruzione di un abitato.


I Marba costruiscono -o riparano- i tuculli e le altre costruzioni utilitarie alla famiglia intorno ai tuculli, durante la stagione estiva che segue la stagione delle piogge (da aprile a luglio).  Cio' vuol dire che dopo che hanno terminato tutti i lavori agricoli durante la stagione delle piogge, passano alla fase della costruzione degli abitati per assicurarsi  casolari adeguati prima dell'arrivo delle piogge.
E per realizzare  queste costruzioni  utilizzano tutto cio' che la natura mette a loro disposizione, la terra, la paglia e la legna, quando è posibile procurarsene.  Questi lavori sono eseguiti dagli uomini della tribù, in ogni famiglia..



La prima tappa della costruzione è quella di trovare la terra argillosa nelle vicinanze del casolare, una terra  che s'mpasta bene e si agglonera meglio.

Naturalmente l'acqua é indispensabile per l'impasto e la fabricazione dei mattoni. Appena questa operazione finita i mattoni sono formati in forme di legno rettangolari che misurano press' apoco 8 cm. x 14 e hanno uno spessore di 5 cm.



A questa tappa molto esigente perché richiede molta forza, seguono le altre tappe.  Prima si fanno seccare i mattoni al sole durante un paio di giorni e poi si passa alla tappa più importante, cioé quella della costruzione del muro rotondo del tucullo.  Durante questa tappa bisogna essere precisi per ottenere un tucullo perfetto.  

Finalmente seguono le tappe di finizione, cioé il rivestimento dei mattoni con terra più raffinata (un po' simile al gesso), la finizione del tetto in forma conica con rami di legno risistennte alle termite , al cui legno si attaccono diversi strati di paglia sulla quale scivola la pioggia.




Il procedimento per la costruzione dei granai e dei ricipienti per la conservazione di legumi secchi, la tecnica è un po' diversa.  
Infatti i mattoni sono utilizzati solo per fare la base del granaio, mentre il muro in forma di bottiglia, è costruito  progressivamente, pochi centimetri al giorno, con uno spessore di appena pochi centimetri.  Appena il sole ne secca una porzione, vi si aggiunge  un altro strato di pochi centimetri. 



Quando il granaio è finito si ricopre con una paglia molto resistente e l'imboccatura del collo del granaio si copre con un cappuccio trecciato pure lui con paglia resistente.



Queste tecniche sono conosciutissime dalla tribù da secoli  e proteggono gli uomini e i prodotti agricoli in modo efficace.  La prova più evidente della loro efficacia viene dal fatto che tali costruzioni possono durare parecchi anni, e resistono al tempo e alle intemperie. 



Queste costruzioni sono completamente ecologiche, perché sono realizzate con prodotti offerti abbondandemente dalla natura e si rinnovano  annualmente.
Ma per di più offrono un certo conforto, assicurato dal tetto in paglia, in una zona dove il caldo puo' salire fino ai 40 gradi.





mercoledì 2 luglio 2014





L'ABITATO DEI MARBA


 Abitazione di una piccola famiglia  marba


Generalmente i marba costruiscono l'abitato per la famiglia  nelle vicinanze dell'agglomerato in cui vivono o hanno vissuto i genitori, i nonni o altri membri della famiglia e a poca distanza
dai campi.  

L'abitato dei marba è semplicissimo; si tratta di tuculli, un paio di granai, un tucullo per cucinarvi, un pergolato (a volte), ed una doccia situata dietro i tuculli circondata da paglia trecciata per assicurare l'intimità, uno spiazzale nel mezzo dei tuculli in terra battuta, il tutto circondato da ripari di paglia trecciata, alti sei, otto piedi per creare una certa intimità per gli inquilini del luogo.

Tuttavia la dimensione dell'abitato puo' variare da una famiglia ad un'altra, dipendendemente dal numero dei membri familiari, cioè il numero delle mogli, del numero dei figli e del numero dei figli maschi e femmine. Debbo ricordare a questo punto che i marba praticano la poligamia e che i figli maschi, a partire dalla pubertà sono obbligati a vivere in tuculli  separati dalla comunità delle donne.

Nell'interno del tucullo non c'è nessun mobilio.  Nel tucullo per dormire c'est un letto per una persona o due (se sposati ), fatto di quattro pezzi di legno in forma di V, su cui appoggia altra legna;  e il tutto è coperto da uno strato di paglia trecciata che  serve di materazzo per dormire.  E non c'è altro nel tucullo, se non, sospeso al soffito in forma conica, qualche indumento per la donna e l'uomo.

Mentre nel tucullo che serve di cucina, al centro si trova il focolaio e intorno al muro (forma circolare), sono allineati pignate in terra cotta, tegami (rari quelli di metallo) fabbricati con le cortecce di zucche (''Calebasses'' ). 

La legna e l'acqua per cucinare si trovano in un angolo dell'abitato (in genere sotto la pergola) e il miglio o il riso sono conservati nel granaio in forma di bottiglia con la stessa terra con cui si fabbricano i tuculli.  A volte la famiglia ha la fortuna di trovare a pochi metri dall'abitato e a pochi metri di profondità l'acqua necessaria per il consumo domestico.



Tra i tuculli, lo spiazzale, i granai e il pozzo c'è molta vita: la donna pesta il frumento per preparare l'un ico pasto della sera, i bambini giocano o danzano, mentre i polli e i capretti vanno in giro, cerca di resti per calmare i loro appetiti.



venerdì 6 giugno 2014








I LAVORI GIORNALIERI DELLA DONNA MARBA.







La donna marba è un pilastro nella famiglia marba, molto di più di cio' che era la donna europea un secolo fa.   Da secoli gli sono stati  assegnati un mucchio di lavori che compie dalla mattina alla sera, tutti i giorni dell'anno, oltre a dare una buona mano nei lavori dei campi durante la stagione agricola.

 La donna in questa tribù è educata per servire l'uomo, i figli e la famiglia del marito Da bambina la mamma la porta con se dappertutto per permettergli d'imparare cio' che dovrà sapere quando sarà sposa e sarà madre.


Donna portando acqua nella calebaza


La donna al mattino, si alza presto non per servire la colazione al marito ed ai figli, ( qui non c'è l'uso della colazione, perché non hanno niente da mangiare al mattino; per mangiare devono aspettare la sera per l'unico pasto del giorno). ma per andare a prendere l'acqua per i bisogni essenziali, lontano da casa (si tratta di un ora fino a mezza giornata andata e ritorno).





E poi un altra funzione che richiede molto tempo alla donna è la preparazione del pasto della sera. I preparativi cominciano presto .  Appena la donna ritorna da un pozzo, da un torrente o da un fiumiciattolo con l'acqua nella calabaza  sulla testa, deve  mettersi a preparare il pasto della sera.  Si tratta di ore! 

È un lavoraccio pestare il miglio o il riso per farne la farina propizia alla cottura.   Nel frattempo prepara pure la salsa che accompagnerà il piatto principale.  In generale al calare del sole il marito è servito (mangia separato dalla moglie nel  suo tucullo; a volte invita un amico o degli amici...) e la moglie mangia da sola nel suo tucullo o nel tucullo-cucina, con i bambini affianco o sulla schiena se è un neonato.


  
  





Per preparare le salse la donna coltiva sempre un giardino che gli è stato dato dal marito, oppure compra i prodotti necessari per la salsa su i mercati della maleza (in genere facendo il trust dei prodotti). Qui le  due donne stanno arrostendo le arachide che serviranno per la salsa.




Un altro lavoro indispensabile e faticoso per la donna marba  è il taglio e il trasporto della legna che serve a preparare i pasti della settimana.  La ricerca della legna è ancora più difficile della ricerca dell'acquaNella regione in cui vivono i marba gli alberi sono sparsi e i boschi ancora di meno. 




Quante ore di cammino bisogna fare per trovare un fascio di legna!  Il clima in questa zona del sahel non favorisce la crescita di boschi.  Meno male che quà e là vi sono zone con  con una  buona quantità di arbusti. Bisogna dire pero' che questa situazione  è dovuta pure al modo con cui i marba praticano la caccia.  Usano spesso il fuoco  per snidare la selvaggina dai loro nascondigli.  Cio' facendo bruciano le erbe della savana, ma  consequentement anche gli alberi sparsi nella savana. 







Non dimentichiamo che pur lavorando la donna marba deve occuparsi dei figli, allattarli, lavarli, che deve mantenere puliti i tuculli, la cucina e gli spazi tra i tuculli,  che deve coltivare il campo datogli dal marito per coltivarvi i legumi e le piante utili per la cucina, che almeno una volta alla settimana deve andare al mercato della maleza per comprare il necessario per la cucina, in particolare il pesce, il riso o il miglio o semplicemente fare il trust di prodotti agricoli o di allevamento, polli, capretti, eccetera.





Le sole donne che sono un po' più fortunate quanto ai lavori da fare a casa, per la famiglia, son le mogli di un poligamo, poiché  costoro possono dividersi le responsabilità ed aiutarsi tra di loro.  Concludo dicendo che la donna marba, a causa dell'isolamento in cui vive e a causa delle tradizioni tribali, dovrà aspettare ancora molto prima di potere alleggerire il peso delle sue responsabilità in famiglia.

martedì 3 giugno 2014





OCCUPAZIONI DEGLI UOMINI DELLA TRIBÙ DEI MARBA.



Le occupazioni degli uomini nella tribù dei Marba sono ben definate da millenni. E le regole sono abbastanza strette, dimodoché è raro che un uomo faccia cose che vanno fatte dalle donne e viceversa.  E per di più le regole sono accompagnate da motivazioni superstiziose, per cui la paura che accompagna la superstizione paralizza l'uomo o la donna che non trasgradiranno mai la regola.








Ricordiamo anzitutto che i marba sono degli agricoltori.  Non fanno mai l'allevamento. È solo da poco che alcuni tra di loro hanno cominciato ad allevare qualche animale, tra cui le capre.

Poi bisogna pure dire che i terreni che hanno ricevuto  per via eriditaria o dal capo del paesetto sono modesti. E finalmente la terra nella loro zona non permette qualsiasi cultura agraria. 
Allora questi nostri agricoltori debbono accontentarsi di coltivare il miglio, il riso, un po' di granturco e parecchie varietà di tuberi, tra cui il maniocco. 










Possiamo dividere i lavori dell'uomo marba in due categorie. La prima fa parte dei lavori agricoli e la seconda  dei lavori di costruzione e mantenimento dei tuculli e granai.

Appena arriva la prima pioggia il contadino marba  comincia a lavorare nei campi per prepararli alla semina.  Tutti i lavori li fa a mano con strumenti molto rudimentali (pensate a questo riguardo come si facevano i lavori dei campi in Europa due o tre secoli fa; dai marba è la stessa cosa).  Per la semina è la donna che deve compiere questo gesto vitale; cosi vuole la tradizione !  L'uomo fa tutti gli altri lavori compreso la raccolta.





Dopo la raccolta non piove più nel sahel; il clima e secco e torrido; il caldo sale fino ai 40 gradi.  Il contadino marba dunque ne approfitta durante tutto questo periodo invernale e durante la primavera per costruire i tuculli, ripararli e rifare o riparare i tetti.

Per questi lavori la natura gli offre tutto cio' di cui ha bisogno,
in particolare una grandissima varietà d'erbe per costrure i tetti, le porte dei tuculli, i letti, i separatori di proprietà per l'intimità, e i protettori dei granai.








Questo lungo periodo in attesa dei lavori dei campi, è un periodo propizio per la pesca e la caccia. Il contadino marba 
va a caccia e va alla pesca, ma avro' il piacere di parlarvi più a lungo di queste due attività vitali per questo popolo.